Il seme della speranza

Sulla Terra la natura sta morendo: la divina Spyria incarica un giovane eroe di approdare sul pianeta e salvare gli umani dalla loro stessa distruzione. Ma il male si infila ovunque, e presto non sarà solo la Terra ad essere in pericolo, ma l’intero universo. Riusciranno i Quattro Spiriti ad impedire la distruzione totale? Ed Eres sarà fedele al suo compito?

Non sono dopotutto così suprema. Sono solamente un essere solo, che chiude gli occhi e spera di riaprirli e vedere intorno a sè una realtà diversa”

È difficile dare un giudizio complessivo di questo romanzo, che credo ricco di qualità quanto di imperfezioni. Si intravede in esso la penna di uno scrittore emergente con tanta strada da fare, un’identità stilistica appena accennata, ma sulla via per essere scovata e definita.

Questo originale fantasy intreccia la finzione alla realtà, proiettando in un mondo diverso dal nostro un problema più urgente e umano che mai: lo sfruttamento delle risorse e la distruzione dell’ambiente. Reali descrive la sofferenza della natura come conseguenza di un dolore ancora più profondo: quello del genere umano. Mostra quel “dietro le quinte” spesso ignorato, di coloro che sono oppressi allo stesso modo della natura, schiacciati da uomini potenti, come arbusti e fiori dai gambi ancora acerbi.

All’interno della storia ci sono moltissimi messaggi morali, però sempre definiti anche con frasi a volte troppo tirate, senza lasciare spazio al lettore per riflettere sulle vicende e trarre lui stesso delle conclusioni. Questo intacca leggermente la profondità della trama e dei personaggi; alcune loro storie sono semplici accenni dilungati troppo non fondamentali alla narrazione, anche se indubbiamente affascinanti. Per mostrare le vicende ai lettori, l’autore spesso ricorre a flashback forzati, che non si inseriscono con naturalezza nel corso degli eventi narrati.

Notiamo in tutti i personaggi un cambiamento dall’inizio alla fine della storia, una crescita positiva, anche se tante volte i loro sconforti e gli stati d’animo negativi sono risolti troppo velocemente, come se lo scrittore volesse passare in fretta alla prossima slide senza dilungarsi troppo su quella precedente.

Per questi motivi il valore del romanzo rimane più ideologico che effettivo, il che è comunque una grande qualità, poichè sono tanti i fantasy vuoti e privi di una morale.

Il seme della speranza è un libro per chi ama le storie semplici, ma vere.

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